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Storia e Cultura di Grassano

LA CITTÀ DEI CINTI


I Cinti sono antiche grotte a nord del paese, una profonda scarpata e dall'altro lato

una ripida pareteche rappresenta un vero e proprio spaccato della storia geologica della valle del

medio Basento, co-stituita dalla sovrapposizione alternata di strati conglomeratici e sabbie di circa 1-2 milioni

di anni fa.
Questa formazione conglomeratica è formata dall'assemblaggio di ciottoli di varie dimensioni e colori
di diversa origine, cementati da una matrice molto scarsa. Mentre nelle sabbie, dai colori che vanno dal
rosso ruggine al giallo paglierino, sono riconoscibili stratificazioni incrociate concave, evidenze di anti-
chi canali scavati dalle acque e spesso sono rinvenibili conchiglie ed evidenze di bioturbazioni tipiche di
un ambiente infralitorale. Sono, altresì, visibili, resti di probabili parti delle mura di cinta del paese, visibili
nella zona sovrastante la Caserma dei Carabinieri e nella punta estrema di Palazzo Candela, all'inizio di
via Chiesa.
Dal punto di vista storico, questo agglomerato di natura grottale è stato utilizzato anche dal Cavalie-
ri giovanniti come luogo destinato alla conservazione del vino: l'utilizzo è testimoniato dalle croci in
rilievo visibili proprio all'interno delle grotte-cantine dei Cinti, in quella che i Giovanniti chiamavano la
"Contrada delli Grotti d'abitazione” che, almeno per le grotte ubicate a ridosso della Chiesa Madre, che
a differenza delle altre sono meno umide perché ricavate per sottrazione di materiale calcarenitico,
conservano nel toponimo la memoria di una passata azione insediativa di natura rupestre, continuata
anche in secoli basso medievali.
Questa parte di territorio grassanese è stato dichiarato geo-archeosito, protetto e tutelato per il suo
contributo alla comprensione dell'evoluzione geologica degli ultimi milioni di anni della penisola italica.

PALAZZO MATERI


Palazzo Materi è uno dei palazzi nobiliari più belli e ricchi di Grassano e sorge nel cuore

del vecchio centro abitato, in Corso Umberto I, in posizione dominante sull'agglomerato urbano.
La costruzione del Palazzo è collocabile tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento.
Durante il sisma del 1980 ha subito diversi danni e, restaurato negli anni successivi, oggi si presenta ai
visitatori nel suo antico splendore.
Dal punto di vista architettonico, l'edificio consta di tre piani, con la facciata principale arricchita da
dettagli baroccheggianti e neoclassici, e dall'ingresso con un ampio portale d'ingresso alla cui sommità
è ancora presente lo stemma gentilizio della famiglia Materi.


Al suo interno si può ammirare lo splendido presepe dell'artista grassanese Franco Artese e il museo
della Famiglia Materi, originaria di Cosenza e trasferitasi a Grassano sul finire del XVIII secolo. All'inizio
dell'800, i Materi (noti anche come Matera) erano una delle famiglie più ricche della Basilicata.
Di recente Palazzo Materi è stato riconosciuto come edificio di particolare pregio dal Ministero dei Beni
e le Attività Culturali.


CHIESA MADRE E SANT'INNOCENZO


Nella parte alta del paese si trova la Chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista, del XVI secolo.
Anticamente era una cappella del ben più ampio castello di proprietà del Commendatore di Malta e che
occupava tutta la sommità del colle. Di stile barocco, si presenta con una pianta a croce latina, con tre
ampie navate.

Custodisce un prezioso organo, opera di maestri intagliatori meridionali. Nella navata
destra c'è la scultura lignea di Sant'Innocenzo del XVIII secolo. La chiesa custodisce altari in marmo
policromo e una acquasantiera del XVII secolo. Poco distante dalla chiesa si trova il rione Capolegrotte.
Sant'Innocenzo, considerato soldato della leggendaria Legione Tebea, fu ucciso, insieme al suo sodale
Vitale, dopo essersi dedicato all'evangelizzazione delle popolazioni locali.
Secondo la leggenda, infatti, oltre ai santi Urso e Vittore, altri soldati sarebbero scampati al sanguinoso
eccidio e avrebbero trovato rifugio in svariate località, ove poterono intraprendere l'opera di evangeliz-
zazione, prima di essere catturati e subire anch'essi il martirio. Tra questi anche Innocenzo e Vitale, dei
quali poco altro si può narrare.
Le loro reliquie sarebbero state rinvenute nel cantone svizzero del Vallese, non lontano dall'antica
Agauno (odierna Saint-Maurice) e furono traslate nell'antica abbazia di Saint-Maurice con gli altri solda-
Ei tebei. Ciò contribui indubbiamente alla diffusione del culto di questi santi martiri, con conseguente
dedicazione di numerose chiese ed altari, in particolare in Valle d'Aosta. La Chiesa cattolica li ricorda il
22 settembre.


IL CONVENTO CARMELITANO DI SANTA MARIA DEL CARMINE


Nel centro dell'abitato si erge l'ex Convento Carmelitano di S. Maria del Carmine edificato nel 1612, ora
sede del Municipio. Si notano nel chiostro un singolare pozzo e lo stemma dell'Ordine dei francescani
affrescato sul muro dietro il pozzo. Nell' ex refettorio del convento, oggi sala della Giunta e del Sindaco,
emergono due grandi affreschi settecenteschi che raffigurano l'Ultima Cena e le Nozze di Cana, d'igno-
to frescante. L'impianto coloristico si rifà a certa pittura veneta. Sulla lunetta della porta d'ingresso alla
sala è in bella vista un affresco del XVII secolo: Madonna con Bambino tra angeli.
Accanto al convento c'è la Chiesa della Madonna del Carmine. L'interno è a due navate, con soffitti a
botte e a cupola. Mostra l'altare maggiore in marmi policromi ad intarsio. Fanno parte dell'arredo arti-
stico un leggio con sobrie decorazioni e un coro del 1744. Si possono ammirare interessanti dipinti
del 600 e del '700 ed in particolare le quattordici raffigurazioni su tela dipinta ad olio della Via Crucis.
Da notare anche una Madonna delle Grazie, tela del 1814 d'ignoto pittore e un pregevole Crocifisso di
recente fattura (1988), opera degli artigiani del legno di Ortisei (Bolzano).

CHIESA DELLA MADONNA DI POMPEI O MADUNNEDD


Alla fine del Corso Umberto lè situata la chiesa della Madonna di Pompei o Madunnedd, una picco-
la cappella a una sola navata costruita probabilmente nell'Ottocento; la chiesetta è proprietà privata
della famiglia Cuscianna. Al suo interno accoglie alcune statue raffiguranti la Passione di Cristo che
vengono portate in processione il venerdì santo. Significativa la bella Madonna Addolorata in essa cu-
stodita, unico esempio, a Grassano, di madonna completamente snodabile e vestita con abiti veri.


CHIESA DI SANTA MARIA DELLA NEVE

In Via Meridionale è ubicata la Chiesa di Santa Maria della Neve, caratteristica per il suo campanile a
cipolla e già esistente nel 1580 come cappella extra moenia. L'interno custodisce una tela dipinta ad
olio del '700 raffigurante una Natività di sconosciuto pittore di scuola napoletana e una acquasantiera
del 1663, posta all'entrata. Da notare il gruppo scultoreo in legno policromo raffigurante la Madonna
della Neve circondata da angeli (1823), di Giuseppe Volpe, scultore di scuola napoletana. Nei pressi del
campo sportivo si trova invece la Torretta, una torre di avvistamento di origine settecentesca. Dalla
frazione Caracoia, si possono ammirare i suggestivi paesaggi dei calanchi d'argilla, mentre nella valle
del Basento, lungo il fiume, i Giardini Piccoli, cioè gli orti ei frutteti.
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